Rocco Rinaldi: muore per aver rispettato il codice della strada

ciclista muore in corso italia

Tutti noi ciclisti abbracciamo i familiari e gli amici di Rocco.

Rocco è morto,  vittima del Codice della Strada (che dice che il ciclista deve stare a destra; ma è sempre vero? a che prezzo?).

E’ solo l’ultimo di una lunga fila di persone stroncate da una banalissima disattenzione di un automobilista prima (che ha aperto la portiera evidentemente senza stare attento) e dalla velocità e disattenzione di uno scooterista poi (che a giudicare dalle immagini sopraggiungeva a velocità sostenuta sulla stessa direttrice del ciclista).

Certo è che SE MASSIMIZZIAMO LA NOSTRA ATTENZIONE alla guida della bici, oltre a tutti i mezzi per farci vedere nel buio, possiamo aumentare di molto le nostre possibilità di scampare ai pericoli, però certe volte proprio dobbiamo fare affidamento soprattutto SULLA ATTENZIONE DEGLI ALTRI! e qui c’è stata carenza di attenzione da parte di tutti e tre gli attori probabilmente, solo che dei tre il ciclista ha pagato IL PREZZO PIU’ CARO.

Invito tutti a leggere i commenti dell’articolo web del secolo XIX, dai quali traspare quanto pregiudizio, disinformazione, arroganza e superficialità regni sul tema della bicicletta in città, occorre che ci facciamo tutti parte attiva per modificare questo ERRATO senso comune, forse alimentato dalla paura di chi guida mezzi ingombranti, goffi ed inquinanti, di vedersi togliere qualcosa.

Moltissimi sono i commenti di persone che non vedono l’ora di potersi sfogare dicendo che i ciclisti non rispettano il codice della strada: quanta incoerenza nell’esporre questo problema proprio nel momento in cui MUORE UNA PERONA per averlo rispettato TROPPO ALLA LETTERA. Non sarà che i ciclisti non rispettano il codice per SALVARE LA PELLE? sarebbe il caso di iniziare a spiegarlo.

C’è un modo per cambiare la mentalità delle persone e di una città: raccontarsi, uscire dall’anonimato del traffico, parlare delle nostre esperienze sulla strada, vi invito a raccontare un vostro episodio in cui avete rischiato la vita per la disattenzione, prepotenza, noncuranza di qualcun altro, o degli espedienti che tutti i giorni usate per portare a casa la pelle, anche a costo di fare qualche piccola infrazione e di inviarlo a anemmuinbicazena@gmail.com, sarà pubblicato (anche anonimamente se non volete esporvi) a breve qui sul blog.

Rocco2 Rocco1

Il codice della strada che prevede che il ciclista debba procedere mantenendo la destra. Ma chi ha detto che sia sempre giusto? Forse sarebbe giusto in un mondo ideale privo di automobili, e di automobilisti disattenti. Ma NON E’ GIUSTO NEL MODO REALE.

Davanti a queste notizie mi viene voglia di urlare a gran voce: RISPETTATE PRIMA DI TUTTO LA VOSTRA INCOLUMITA’, POI VIENE IL CODICE.

Rocco è morto per colpa del menefreghismo, della disattenzione e della velocità altrui. NON DEVE PIU’ SUCCEDERE!

Purtroppo non è la prima volta che succede, ma è una delle principali cause di morte per ciclisti. Ecco qui un caso del tutto analogo:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/16/ciclisti-condannato-a-morte-dal-codice-della-strada/815498/

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20 commenti

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20 risposte a “Rocco Rinaldi: muore per aver rispettato il codice della strada

  1. Luca

    Be… Per salvarmi la vita… marciapiede….. (dove è possibile…)
    Se vogliamo una classifica degli utenti più pericolosi , in cima ci sono gli scooteristi (sfiorato parecchie volte…) , quindi le automobili.
    Devo dire che i camionisti sono forse i più attenti… nel 90% dei casi se mi superano ho sempre un metro abbondante di rispetto…
    Gli autobus non so… quelli sono mediamente più lenti…. e li supero io…
    Ciaoooooo

  2. bruna

    Genova è una città difficile da girare in bici io ne ho fatto il mio unico mezzo di trasporto e come tutti i ciclisti rischio due tre volte al giorno per la disattenzione altrui ..faccio spesso lo stesso tratto di strada del malcapitato e quando corso italia è pieno di gente è impossibile girare in bici sul marciapiede quindi scendo in strada …I limiti di velocità vengono ampiamente superati soprattutto dalle orde di motorini che non sai mai da che parte ti supereranno spesso è impossibile tenersi sulla destra a causa delle grosse buche sopratutto in corrispondenza di tutta la linea di tombini o delle fermate dei bus …se non scarti in tempo (e a volte non puoi perché c è la solita macchina che ti supera o il motorino ecc) devi solo pregare di non giocarti la forcella..e tra gente disattenta che dato che non sente il rumore della bici o non vede un fato grosso come un fanale manco guarda se passa qualcuno e ti apre le portiere a tradimento e quelli che direttamente te li ritrovi in mezzo alla strada e tra un po ti tocca ammazzarti per evitarli e gli automobilisti che ti guardano male se per evitare tutti i pericoli di cui sopra ti metti un po in mezzo alla strada perché li rallenti e ti devono superare o peggio ti superano dandoti una bella botta di spavento suonandoti dietro come se stessi per ammazzare qualcuno ..le cose diventano davvero insostenibili per me che vengo dal Veneto che oltre ad essere pieno di piste ciclabili è pieno di biciclette è assurdo ..qui siamo in minoranza ma quando mi sento dire che chi va in bicicletta non rispetta il codice della strada ormai mi metto a ridere ..ok forse ho bruciato sempre con molta attenzione qualche semaforo pedonale quando non c era nessuno a voler attraversare e sono salita su qualche marciapiede per non andare contromano in strada scendendo dalla bici se le persone erano tante ..ma il resto delle “infrazioni “che commettono I ciclisti sono per salvarsi la pellaccia da fosse disseminate qui e lì da cretini con manie suicide e da stronzi che ti guardano male perché cazzo devono superati per andare a 80 in centro…e meno male che gli spostamenti ecosostenibili andrebbero incoraggiati!

  3. distanza: se passi di fianco alle auto parcheggiate, prenditi spazio in modo che se aprono la portiera non ti tocchino.

    se la strada è troppo stretta per essere sorpassato in sicurezza, prendila tutta per evitare che ci provino lo stesso, e appena si allarga falli sfogare.

    nelle rotonde, prenditi la corsia da quando entri (mettiti in coda dietro ad un’auto, non di fianco) e fino all’uscita prima della tua.

    snobba le piste ciclaibli giocattolo che passano a filo dei passi carrai

    • Francesco Gallo

      Brava…ottimi suggerimenti.
      Occupare la corsia sia con la bici che con lo scooter per evitare che la vettura ti sorpassi in tripla….Lascia perdere gli scooter…quelli ti sorpassato anche sulla destra destra.

  4. Pingback: Perche’ i ciclisti non stanno a destra (ed hanno quasi sicuramente ragione) | Paoblog.net

  5. Alberto

    La distrazione ed il menefreghismo della gente sono assolutamente da condannare specialmente quando sfociano in tragedie come questa.
    Ma non mi sembra il caso di strumentalizzare un incidente per giustificare altri comportamenti del tutto scorretti che in genere si notano tra i ciclisti, tipo l’abitudine a non fermarsi al semaforo rosso. In quel caso non c’e’ “attenzione del prossimo” che tenga.

    • Scusa Alberto ma che stai dicendo, qui non voglio dire che non devi in assoluto rispettare il codice ma neanche che devi supinamente sottostarvi: se è per salvarti la vita piuttosto snobbalo tutto qui. Altro che strumentalizzazione , che invece vedo in chi commenta la morte di uno per potersi sfogare sul mancato rispetto delle regole …..

  6. antonella

    Uso spesso la bici per andare al lavoro. Cerco percorsi privi di grossi incroci ma soprattutto di cambi di corsia. Se non è possibile utilizzo gli attraversamenti pedonali scendendo a piedi. Indosso il giubbino giallo anche di giorno ed ho montato uno specchietto retrovisore chemi consente di scartare macchine in seconda fila in sicurezza. Di notte ho luci ovunque anche sulle ruote, sono ridicola ma mi sento più sicura. Subiscono comunque la foga degli automobilisti che ti devono sorpassare a tutti costi anche quando c’è coda 2 metri più avanti o quando devono svoltare a destra e ti tagliano la strada inchiodati davanti.

  7. Massimiliano

    Ciao a tutti, sono Massimiliano il figlio di Rocco, e come potete capire è un momento di grande dolore per me e per la mia famiglia… come prima cosa volevo ringraziarvi per questo articolo che rende giustizia principalmente all’ “etica comportamentale” di mio Papà, sempre attento e rispettoso (in modo quasi maniacale) alle regole, tanto da risultare spesso troppo ligio e “inflessibile”.
    Non sono un ciclista, ma ne rispetto la disciplina e la determinazione. Ho la grande fortuna di avere avuto un Padre sportivo, (giocava a calcio, era un ottimo tennista ed ex professionista di Hockey su ghiaccio) che mi ha trasmesso la passione incondizionata per lo sport e mi ha permesso di crescere in un ambiente sano e, perdonatemi la ripetizione, sportivo…
    Sono uno sportivo appassionato anche grazie ai suoi insegnamenti e al suo modo di intendere lo sport, l’unica consolazione che ho in questi momenti è pensare che sia morto facendo una cosa che amava e che lo faceva stare bene… ciao Papà…

  8. Ciao Massimiliano, siamo davvero tutti vicino a voi in questo momento doloroso. Ci fa molto piacere di aver reso giustizia a tuo Papà, anche senza conoscerlo, per quel poco che abbiamo potuto vedere e che era sotto gli occhi di tutti purtroppo. Tutti noi abbiamo scampato nella vita almeno una portiera aperta a vanvera e sappiamo cosa vuol dire.
    Purtroppo in questo paese nessuno si accorge di un problema stradale fino a che qualcuno non perde la propria vita e non se ne parla tanto, per questo spero ti possa consolare il fatto che questa vicenda non sarà vana ma alimenterà la conoscenza di un problema che potrà salvare altre vite umane, perchè d’ora in poi gli automobilisti staranno più attenti a quello che fanno. Voglio pensare che sarà davvero così, e questo piccolo contributo voglio che serva ad aiutare la diffusione di questo cambiamento. Grazie Massimiliano; se ti farà piacere condividere con noi la data delle esequie facci sapere, penso che in tanti sarebbero desiderosi di venire a rendere un saluto a tuo Padre.

  9. Massimiliano

    Appena sapremo la data ve lo comunicherò certamente. Purtroppo vista la gravità dell’incidente e il coinvolgimento di due veicoli è stata aperta un inchiesta con tutte le complicazioni del caso.
    So cosa vuol dire scampare a una portiera o rimanere coinvolto in un incidente perchè uso lo scooter tutti i giorni e ho provato in prima persona queste sensazioni. So altrettanto bene che con la bicicletta la situazione è ancora peggiore, resa piu difficile dalla scarsa considerazione che c’è in Italia per chi pratica questo sport.
    Piacerebbe anche a me credere che ciò che è successo a mio papà non resterà solo un episodio e che possa in qualche modo “stimolare” tutti quanti a fare più attenzione ai ciclisti, mi aiuterebbe a dare un senso a ciò che è successo, ma, forse ti sembrerò cinico o disincantato, temo che non cambierà nulla nel modo di agire e di pensare di chi non fa parte di questo ambiente…

  10. Francesco Gallo

    Innanzitutto condoglianze alla famiglia Rinaldi.

    PREMETTO CHE NON C’È L’HO CON I CICLISTI PERÒ…

    Purtroppo doveva andare così… il povero Sig.Rocco doveva essere lì in quel momento…mentre il signore che aveva parcheggiato…non sentendo sopraggiungere alcun rumore…ha aperto la portiera causando l’urto e per completare l’opera…lo scooter.
    Ma la dinamica è ormai accertata.
    Io che sono tutti i santi giorni nel traffico con un veicolo medio leggero, posso dire che ne vedo di cotte e di crude.
    Tutti si infrange il codice della strada me compreso, ma i ciclisti non me ne vogliano, sono un pericolo per loro e per gli altri…pedalano in due affiancati, passano in silenzio fra i veicoli fermi al semaforo, scartano i pedoni sulle strisce e passano col rosso…fin che va bene..vero? Intanto se ne metto sotto uno…passo per assassino,mi ritirano la patente ecc ecc…ne vogliamo parlare?
    Posso aggiungere VERO che per quelle poche volte che di domenica ho dato due pedalate…i ciclisti tengono troppo la destra. Perché io il pericolo che qlc apra la portiera mentre passo l’ho valutato…chiamiamola esperienza.
    Detto questo concludo dicendo che secondo me dovrebbero vietare alle biciclette la circolazione nei giorni feriali almeno nelle vie più trafficate del Comune (Nervi-Voltri) …d’altronde quanti divieti hanno i veicoli.

    Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere la mia opinione.

    P.S. Domenica danno bel tempo…magari due pedalate in corso Italia le vado a dare anch’io…in attesa che anche Genova si organizzi come tante altre città italiane hanno già fatto.
    Un suggerimento…magari togliere i parcheggi lato mare e destinare parte della passeggiata di c.so italia che è fin troppo larga a una pista ciclabile permanente.
    Dare possibilità alle macchine di parcheggiare GRATIS in P.le Kennedy quando è libero.

    • Premesso che non sono un ciclista, il ragionamento non sta in piedi; se bastasse il rumore per valutare “se e come” aprire la portiera, allora non mi spiego perchè capita spesso di transitare con l’auto e trovarsi davanti la portiera di un’auto, spalancata senza alcuna cura.

      Tra l’altro quando siamo in auto, con la portiera chiusa, l’ambiente è più o meno insonorizzato, per cui non è sul rumore del mezzo che dobbiamo fare affidamento, ma sulla vista.

      Essendo fresco possesore di un’auto ibrida ovvero decisamente silenziosa alle basse velocità, devo aspettarmi che tutte le portiere delle auto si aprano di colpo perchè arrivo silenziosamente?

      A prescindere dalle ruote e dal rumore, perciò, prima guardi e poi apri la portiera. Punto.

      In caso di incidenti come questo (evitabili con un minimo di attenzione) leggi spesso che l’automobilista “ha aperto lo sportello senza accorgersi dell’arrivo della vittima” quando sarebbe stato più corretto dire che come la maggior parte degli automobilisti, probabilmente avrà aperto senza guardare.

      Da (ex)motociclista, ho già assaggiato l’asfalto grazie all’automobilista che poi se ne usciva con un “Scusa non ti avevo visto”, come se bastasse questo a giustificare la sua distrazione. Errare è umano, nessuno è immune da qualche errore durante la guida, ma diceva bene una trasmissione Rai sulla sicurezza: “Mettici la testa”.

      Per quelche mi riguarda, conscio del fatto che il momento di distrazione è sempre in agguato, guardo sempre nello specchietto prima di apire, lentamente, la portiera dell’auto. E per tutelarmi dal comportamento di eventuali passeggeri distratti, blocco sempre le loro porte premendo l’apposito tasto.

      Come detto in altra sede, le strade saranno sicure solo quando tutti gli utenti della strada faranno la loro parte; non serve a nulla il ciclista perfetto, se poi incontra sul percorso un automobilista idiota e viceversa.

      Serve maggior coscienza di sè (oltre che degli altri), del proprio mezzo e delle implicazioni del suo uso, se non si rispettano le norme; scriveva tempo fa Sigfied Stohr nel suo spazio sul mensile Auto:

      “Molte persone confessano la loro ignoranza su tanti argomenti (escluso il calcio); altre confessano molte loro incapacità: a scrivere, a far di conto, ad avere memoria, a lavorare con le mani. Difficile trovare chi affermi di guidare male: al massimo si definiscono prudenti. Forse perchè capiscono inconsciamente che guidare bene richiede intelligenza.

      Servono infatti capacità mentali e manuali, sensoriali, percettive, coordinamento oculomotorio, capacità di previsione e di lettura visiva del movimento, capacità di decodifica della segnaletica e di immersione nel flusso del traffico. Ecco perchè non si accetta volentieri di guidare male, perchè per guidare servono molte intelligenze.”

      Vale, anche in questo caso, la riflessione di Michele Serra sulla mancanza di cognizione. Lui parlava di divieto di sosta e multe, ma in realtà ben si adatta ai comportamenti su strada.

      “Manca del tutto, nella pur ampia gamma delle reazioni, la sola che parrebbe congrua: la cognizione. Esiste, cioè, un rapporto di causa ed effetto tra un’infrazione ed una punizione.“

      Esiste ovvero un rapporto tra quello che facciamo (o non dovremmo fare) e quanto accade successivamente a seguito dei nostri atti.

      • Grazie Paolo, le tue parole sono preziose, ma a maggior ragione lo sono in quanto tu non sei un ciclista urbano.

      • @anemmuinbiciazena

        Grazie, cerco di essere obiettivo nelle mie riflessioni che fare il Muro contro Muro non serve a nulla, tanto meno a correggere eventuali comportamenti sbagliati, anche se commessi in buona fede.

        In ogni caso non divido il mondo in chi è ciclista e chi non lo è.

        Come raccontato nel post “Ciclista per un giorno”, non uso mai la bicicletta, perchè temo i miei consimili ovvero gli automobilisti, tuttavia in quelle poche ora su due ruote mi sono reso conto, una volta di più, che il problema non è nella cilindrata, nell’avere una Audi piuttosto che una Fiat, 2 ruote o 4 oppure quante ne vuoi.

        Il problema è in chi conduce il mezzo, nel suo buonsenso, educazione, rispetto e, non dimentichiamolo, nella conoscenza del mezzo.

        Un automobilista scorretto sarà poi un ciclista educato? O viceversa? Dubito. Semplicemente trasferirà sul mezzo guidato in quel momento la sua maleducazione ed arroganza.

        Qui non si tratta di multe e controlli (necessari entrambi, beninteso), ma di una presa di coscienza del problema reale ovvero di una mancanza totale di Educazione Civica, che si manifesta sulle strade così come in ogni altro posto, nel momento in cui cessa (o dovrebbe cessare) l’individualismo sfrenato del singolo, per lasciare il posto al Bene Comune.

      • Posso riportare questi tuoi interventi in un nuovo post ? Anche a me non piace dividere il mondo tra ciclisti e non, era una nota per enfatizzare il fatto che alle stesse considerazioni può arrivare chiunque abbia voglia di mettersi in discussione lealmente

      • fai pure, l’importante è che non vi siano tagli che modificano il senso delle mie parole. 🙂

  11. Massimiliano

    Non sono daccordo con te Francesco, e non perchè direttamente coinvolto in questa situazione.
    Non c’è bisogno di sentire il “rumore” per fare attenzione, o come in questo caso per non aprire una portiera improvvisamente… Ma tu veramente pensi che le bici siano un pericolo perchè silenziose? Tu nel traffico senti distintamente i rumori dei veicoli che sopraggiungono? ne valuti la distanza la velocità ecc. solo sentendo il rumore all’interno dell’abitacolo? magari con l’autoradio accesa? A meno che tu non abbia un udito paragonabile a quello di un pipistrello, direi che è assolutamente impossibile… dai, pensaci bene…bisogna guardare, guardare bene e fare attenzione… tutto qui…
    Mio papà non era un “ciclista della domenica” era molto esperto, rispettoso e molto attento, forse all’eccesso. Su un punto hai ragione: era nel posto sbagliato al momento sbagliato (come del resto la ragazza alla guida dello scooter)
    Qui non si sta parlando di ciclisti che girano accoppiati in mezzo alla strada o che passano con il rosso, ma di quanto poco rispetto ci sia per la “categoria” a prescindere da possibili intemperanze che come dicevi giustamente tu, un po tutti commettiamo…
    Sono daccordo con te sulla possibilità di creare uno “spazio ciclabile” in corso Italia (tanto per cominciare…), al contrario, la tua “soluzione” di vietare le biciclette nei giorni feriali la trovo una cosa totalmente assurda… che ne pensi, impediamo anche ai pedoni di circolare per strada? Sono silenziosi e potrebbero essere investiti (e di fatto succede)… pensaci bene…
    I ciclisti ci sono e hanno tutti i diritti che hai tu con la tua auto, il problema non è il loro, il problema lo crea chi li considera degli intrusi nella strada… e te lo sta dicendo uno che non va in bicicletta a parte qualche giro in mountan-bike rigorosamente all’estero dove le persone e le culture sembrano essere notevolmente più civili quando si parla di sport.
    Concludo dicendo che spesso anch’io nello sport che faccio metto a rischio la mia vita (non quella di altri) e ne sono consapevole. Se mai mi capiterà di perderla facendo quello che più amo sono altrettanto consapevole che qualcuno commenterà dicendo che “me la sono andata a cercare”….
    Purtroppo c’è sempre chi non capisce le passioni altrui e che non riesce a cogliere la pienezza di condividere uno sport o un semplice hobby con amici e altri appassionati. Ho la fortuna di aver condiviso questa ricchezza con mio padre e nonostante abbiamo sempre scelto discipline molto diverse tra loro, siamo sempre stati accomunati dalla passione e dal rispetto per lo sport…

  12. Francesco, davvero una cosa che ho già sentito ricorrente è la tiritera per cui dal momento che i ciclisti spesso sono al limite delle regole e quindi se ne ammazzo uno tutto sommato non devo poi sentirmi così in colpa.
    Ma di che stiamo parlando? il comportamento sbagliato di una persona ne giustifica l’uccisione? e poi finisce che se uno ti sta antipatico tanto vale che muoia? qui non andiamo troppo lontano dall’agire comune a giudicare dall’odio che traspare sui social network nei vari commenti che un tempo restavano relegati negli insulti del momento di arrabbiatura, ora girano impuniti contribuendo a creare un modo di sentire e di agire comune……..

    Poi di quali infrazioni stiamo parlando?
    -) passare col rosso quando tutti ormai hanno impegnato l’incrocio? è vero è contro le regole ma chi è motorizzato spesso lo fa APPENA SOPRAGGIUNGE IL ROSSO, e non dopo che tutti sono andati via, non confondiamo sempre le cose, non sono la stessa cosa; il danno più grosso è fare incazzare chi resta al semaforo perchè ha una targa dietro, e rischiare di perdere il privilegio di non averla
    -) passare tra le macchine quando sono in coda? è un reato forse? che tipo di danno può arrecare? credo solo che crei il danno da incazzatura dell’autista che non può far altro che restare in coda;
    -) andare affiancati in due? lo prevede anche il codice della strada in alcune situazioni, solo che può dare fastidio a chi ritiene che la strada sia solo sua).
    -) zigzagare tra i pedoni? nelle are pedonali questo è consentito, piuttosto sono i pedoni che dovrebbero abituarsi e guardarsi ogni tanto in torno senza vagare a vanvera. Tra tutti i comportamenti sbagliati è senz’altro il piu fastidioso e deprecabile, comunque, se avviene in luoghi dove la bici non dovrebbe passare come marciapiedi stretti o attraversamenti.
    -) non emettere rumore? effettivamente potremmo montare dei megafoni sulle bici per permettere a chiunque di sentirli arrivare

  13. Massimiliano

    ciao a tutti, vi scrivo per comunicarvi che il funerale di mio Papà si svolgerà lunedì alle ore 11,45 presso al chiesa di S.Pietro in via Nizza…

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